mercoledì 2 febbraio 2011

Che fine può fare il ponte sullo Stretto...

Un ponte che, secondo il progetto, sarebbe lungo 3.666 metri dei quali 3300 sospesi tra gli unici due piloni, alti 382,60 mt. (s.l.m.) e posti sulle due sponde.
Il record attuale di lunghezza tra piloni (maggiore luce libera scavalcata) spetta al ponte sospeso a tre luci giapponese di Akashi-Kaikyō: campata centrale pari a 1.991 mt. Il record mondiale attuale della maggiore luce libera scavalcata per un ponte stradale e ferroviario spetta invece al ponte sospeso cinese Tsing Ma Bridge, in Hong Kong, che scavalca una luce centrale di 1.377 metri (pari al 42% di quella prevista per il ponte di Messina). La campata record del ponte italiano supererebbe quindi del 65,74% la più lunga luce, solo stradale, mai realizzata finora, mentre rispetto al più grande ponte stradale e ferroviario fino ad ora realizzato essa comporterebbe un "salto tecnico" più che doppio.
Il ponte sullo Stretto sembra essere un azzardo anche dal punto di vista ingegneristico.
Nessuno può assicurare se il ponte sullo Stretto "funzionerà"...

Se soffiasse forte il vento, potrebbe finire così:




O, ancora peggio, così:



SPERIAMO CHE IL PONTE SULLO STRETTO FACCIA UNA BRUTTA FINE MA PRIMA CHE VENGA COSTRUITO!!

lunedì 31 gennaio 2011

La casta siciliana ha trovato la maniera per blindarsi e, addirittura, farla passare come taglio virtuoso agli alti costi della politica...

La Commissione affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana ha approvato all'unanimità un disegno di legge sulla riduzione dei deputati regionali. Se tale disegno passasse all'A.R.S., avremmo settanta deputati invece che novanta. Con un risparmio di 7 milioni di Euro (ma i 70 continuerebbero a prendere lo stipendio di adesso: uguale a quello dei senatori della Repubblica Italiana...). Bellissimo, no? No, decisamente, no!
La casta ha trovato la maniera per blindarsi e, addirittura, farla passare come taglio virtuoso agli alti costi della politica...

Ricevo da Massimo Costa e pubblico integralmente:

In difesa dello Statuto Siciliano dalle tentazioni (continue) di mutilarlo.

E' molto grave che l'unica riforma dello Statuto che passa (o rischia di passare) sia quella che, abbassando il numero dei Deputati, va solo nel segno della riduzione dell'Autonomia Speciale siciliana e della sua omologazione alle autonomie ordinarie.

E' molto grave che questo avvenga con il consenso di una maggioranza che si è attribuita (giustamente, in linea di massima) un profilo di garanzia per l'Autonomia siciliana e con il voto di un Movimento Per le Autonomie che di questa Carta dovrebbe essere il massimo custode. Passi che lo chiedano le opposizioni, anche se l'Autonomia dovrebbe essere patrimonio di tutti e non ci dovrebbero essere quinte colonne siciliane che lavorano per rafforzare i poteri romani contro i nostri stessi interessi.

Sgombriamo subito il campo da equivoci e demagogie: i risparmi non c'entrano proprio niente. Non l'ha prescritto né la Costituzione, né il medico che i 90 debbano avere "almeno" la stessa retribuzione dei Senatori, né possiamo chiudere gli occhi - lo dice l'articolo che sottoscrivo - su una gestione finanziaria dell'Assemblea quanto meno riformabile, per non dir altro. Dico sempre che la Costituzione Siciliana del 1848, con più di 200 tra Deputati e Senatori, dava loro soltanto il rimborso spese per trasporto, vitto e alloggio per i parlamentari non residenti a Palermo. Cito l'art. 15 di quello Statuto che dovremmo insegnare nelle scuole ai ragazzi (o anche ai nostri deputati?) per il suo valore storico:

Art. 15 – Potranno i comuni concedere ai rappresentanti, pel periodo delle sessioni, una indennità non eccedente tarì venti al giorno, tranne a coloro che risiedono nella capitale.

Dunque una somma che, rapportata ad oggi, sarebbe circa 75 euro al giorno per i giorni in cui effettivamente si fossero recati alle sessioni parlamentari e non ai palermitani. Così i nostri padri si permettevano addirittura il bicameralismo.
C'è un certo dilettantismo nell'aria e va denunciato. Lo Statuto del 1946 è stato scritto da giganti e non può essere modificato da nani!

Cerchiamo di spiegarlo meglio.

I 90 sono a numero fisso e non legato alla Popolazione come negli altri Consigli Regionali perché l'Assemblea ... non è un Consiglio Regionale, bensì un vero e proprio Parlamento, ciò che resta del Parlamento più antico del mondo, frutto comunque di una tradizione plurisecolare di rappresentanza della "Nazione siciliana" e non graziosa concessione dello Stato italiano. Portarne il numero a 70 significa intanto dire che la Sicilia è una regione d'Italia qualunque, priva di una propria individualità politica, e quindi negare le ragioni stesse dell'Autonomia speciale.

Il numero poi deve essere rapportato tanto alla popolazione quanto alla natura giuridica dell'ente. Se è vero che la Lombardia, massima regione a statuto ordinario, ha 80 consiglieri, è anche vero che lo stesso numero è quello dei consiglieri sardi, la seconda, per dimensioni, delle regioni a statuto speciale. Sommando il fatto che la Sicilia è comunque una delle più grandi regioni in assoluto (la quarta o la quinta se non ricordo male) al fatto che è certamente la più grande tra quelle a statuto speciale, il numero di 90 appare assolutamente congruo.

Ancora, il numero va rapportato non all'attività effettiva (altrimenti meriterebbero di essere ridotti a 5!) ma a tutto ciò che potrebbero e dovrebbero fare. Ora, se combiniamo gli artt. 14 e 17, che disciplinano le materie esclusive e concorrenti, con le nuove competenze esclusive e concorrenti attribuite dal 117 della Costituzione a partire dal 2001, già troviamo che il campo della legislazione dell'ARS è praticamente pari a quello del Parlamento nazionale che di parlamentari ne ha mille! Poi si aggiungano tre campi di intervento che spesso, troppo spesso, dimentichiamo:

1. La delegificazione. Bene ha detto il Presidente Lombardo qualche tempo fa. La legislazione della Regione ad oggi è così frammentaria e stratificata che avrebbe bisogno di un ingente lavoro di semplificazione, delegificazione, razionalizzazione, raccolta in Testi Unici.

2. Le materie di legislazione derivata dalle Direttive europee in gran parte spetta all'Assemblea direttamente, non al Parlamento. E l'Europa sforna legislazione in continuazione.

3. Anche sulle poche materie che spettano allo Stato (difesa, politica estera, ordinamento civile e penale, giustizia, principi generali su materie di legislazione concorrente come sanità e lavoro o università...) la Sicilia ha potere di emanare leggi-voto (art. 18). In pratica si riconosce alla Sicilia implicitamente dignità di Stato-Regione confederato che, in quanto tale, può esprimere il proprio parere su qualunque materia attinente alla sovranità e poi sottoporre i propri deliberati al Parlamento dello Stato che avrebbe l'obbligo di proseguire ogni iniziativa di legge nata in Sicilia.

Insomma il lavoro c'è, e non lo fanno - a quanto pare - in 90. Perché dovrebbero farlo meglio in 70??
Non è che (il sospetto è legittimo) c'è qualcuno che vuole che questo lavoro non sia proprio fatto e mai. Non è che c'è qualcuno, nelle centrali nazionali dei partiti, che vuole che la Sicilia abbia l'Autonomia solo per ornamento, ma che per il resto si limiti al passivo "recepimento" di ogni normativa che viene da fuori?
La riforma in effetti va proprio in questa direzione.

E poi c'è una gravissima distorsione democratica che questa riforma comporta. I 90, purtroppo, sono eletti con una pessima legge elettorale che fa perdere i resti dei collegi provinciali alle liste minori. Lo sbarramento introdotto recentemente del 5 %, sommato a questo antico vizio elettorale che risale alla II legislatura (1951) porta di fatto, nelle province minori lo sbarramento a soglie del 10 % circa. In pratica vieta il ricambio elettorale. E i risultati si vedono. Nelle piccole province per l'elettore è inutile votare per un partito che non sia dei primi due o tre. Quindi la scelta è obbligata, e quindi, dopo decenni, le opposizioni e le maggioranze sono diventate indistinguibili nella cultura politica, nei programmi, nella prassi (a chi alludo? fate voi).

Per superare questo sbarramento formidabile bisogna quindi avere nelle province maggiori una percentuale così alta da vincere lo "scoraggiamento" delle liste minori nelle piccole province (in pratica anche lì circa il 10 %).
Con la riforma paventata questo sbarramento si alza ancora trasformando l'Assemblea in una roccaforte oligarchica inespugnabile. E' questo che vogliamo? E' questo che serve alla Sicilia?

Mettano da parte i "nostri" deputati la demagogia e si mettano a lavorare, visto che il lavoro - come ho detto e mi pare dimostrato - non manca certo. E se proprio sono preoccupati dei costi dell'Assemblea, diminuiscano del 50 % le indennità, magari a partire dalla prossima legislatura per essere realistici. E nel frattempo speriamo che l'aula bocci questo passo indietro dell'Autonomia.

Lo Statuto va applicato non cambiato! Lo meritano i siciliani che hanno pazientato 65 anni e che, quando cominciano a svegliarsi, trovano queste cattive sorprese e imboscate. Si ricordino i Deputati che sono i rappresentanti del Popolo Siciliano e non dei partiti "nazionali".

Massimo Costa

Palermo - La vergogna di avere un campo nomadi all'interno di un Parco: il campo abusivo della Favorita



Aver rovinato un Parco, permettere l'illegalità continuata, aumentare lo smog cittadino, tenere delle persone in determinate condizioni igieniche e mi fermo qui per non essere troppo lungo ma ce ne sarebbero altre cose da dire sulla disastrosa vicenda del campo nomadi abusivo all'interno del Parco della Favorita; vicenda che discredita qualsiasi amministrazione comunale, di qualsiasi colore politico, succedutasi negli ultimi decenni a Palermo.
Chi volesse può approfondire leggendo la mia lettera pubblicata sul Giornale di Sicilia qualche anno fa e di seguito riportata (cliccarci sopra per ingrandirla) e, soprattutto, vedendo il video-inchiesta in cui intervisto i capi-nomadi delle etnie presenti.

domenica 30 gennaio 2011

Sondaggio "fai da te" su "Cose di Sicilia"

Sondaggio "fai da te" effettuato a Palermo (p.zza Politeama) il 17 giugno 2010, dalle ore 17:30 alle ore 20:00.

Premessa:

I passanti (dai 15 anni in su), se siciliani, venivano invitati a partecipare al sondaggio anonimo tramite compilazione di una scheda (vedi sotto) da effettuarsi senza la collaborazione di nessuno; il partecipante veniva oltresì invitato a mettere comunque una x su una delle risposte proposte anche se non pienamente certo della sua correttezza ma, comunque, su quella ritenuta più probabile. Infatti, di proposito, non era prevista la risposta "non so"; ciò al fine di valutare, più che una reale conoscenza "accademica" dei Siciliani sui temi proposti, anche e soprattutto la percezione e l'"idea" che di essi si son fatti.

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Scheda da compilare, usata:

SONDAGGIO “COSE DI SICILIA”
Istruzioni: senza consultarti con nessuno, metti una x nel quadratino che precede la risposta che secondo te è quella corretta

1. Ti senti di più:
□ Siciliano
□ Italiano
□ Europeo

2. L’attuale bandiera ufficiale siciliana ha i seguenti colori:
□ rosa e nero
□ bianco rosso e verde
□ giallo e rosso
□ soltanto rosso

3. A che epoca risale la creazione della bandiera siciliana?
□ all’epoca della Magna Grecia
□ al Vespro (1282)
□ al Dopoguerra (1946)

4. In che anno la bandiera siciliana è stata ufficialmente adottata dalla Regione Siciliana?
□ 1946
□ 1958
□ 1980
□ 2000

5. E’ nata prima:
□ la Repubblica Italiana
□ la Regione Siciliana

6. Antonio Canepa era:
□ il comandante dell’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia
□ un bandito della banda di Salvatore Giuliano
□ uno dei passati Presidenti della Regione Siciliana

7. Secondo te… Vero o Falso?
Lo Statuto di Autonomia della Regione Siciliana…
a) è la causa di gran parte dei mali della Sicilia □ Vero □ Falso
b) purtroppo non è mai stato del tutto applicato □ Vero □ Falso
c) è stato promulgato prima della Costituzione Italiana □ Vero □ Falso
d) è stato ottenuto anche grazie al “sangue” di alcuni siciliani □ Vero □ Falso

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Al termine il partecipante doveva imbucare la scheda, appositamente piegata, in una delle due urne predisposte e collocate in una panchina, a seconda della sua età: Under 30 o Over 30. Erano state predisposte queste due urne a fasce di età in quanto si prevedeva - come poi è effettivamente accaduto (99 vs 33) - una più ampia accettazione a partecipare al sondaggio da parte della popolazione giovanile che avrebbe creato, in caso di urna unica, un campione disomogeneo per età.

Questi i risultati del sondaggio tra gli Under 30 (totale partecipanti: 99):

1. Ti senti di più:
□ Siciliano.....61....(61,6%)
□ Italiano.....20....(20,2%)
□ Europeo....17....(17,2%)
Non risponde..1......(1,0%)

2. L’attuale bandiera ufficiale siciliana ha i seguenti colori:
□ rosa e nero..............11....(11,1%)
□ bianco rosso e verde....9......(9,1%)
□ giallo e rosso............77....(77,8%)
□ soltanto rosso............2......(2,0%)

3. A che epoca risale la creazione della bandiera siciliana?
□ all’epoca della Magna Grecia...9.....(9,1%)
□ al Vespro (1282)...............50....(50,5%)
□ al Dopoguerra (1946).........39....(39,4%)
Non risponde.......................1.....(1,0%)

4. In che anno la bandiera siciliana è stata ufficialmente adottata dalla Regione Siciliana?
□ 1946........49....(49,5%)
□ 1958........34....(34,3%)
□ 1980........12....(12,1%)
□ 2000.........1......(1,0%)
Non risponde..3......(3,0%)

5. E’ nata prima:
□ la Repubblica Italiana....46....(46,5%)
□ la Regione Siciliana.......52....(52,5%)
Non risponde..................1.....(1,0%)

6. Antonio Canepa era:
□ il comandante dell’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia...55....(55,6%)
□ un bandito della banda di Salvatore Giuliano...............................14....(14,1%)
□ uno dei passati Presidenti della Regione Siciliana..........................26....(26,3%)
Non risponde.......................................................................4......(4,0%)

7. Secondo te… Vero o Falso?
Lo Statuto di Autonomia della Regione Siciliana…
a) è la causa di gran parte dei mali della Sicilia
□ Vero........48....(48,5%)
□ Falso.......50....(50,5%)
Non risponde..1.....(1,0%)
b) purtroppo non è mai stato del tutto applicato
□ Vero.........68....(68,7%)
□ Falso........27....(27,3%)
Non risponde..4......(4,0%)
c) è stato promulgato prima della Costituzione Italiana
□ Vero........43....(32,4%)
□ Falso.......53....(53,5%)
Non risponde..3.....(3,0%)
d) è stato ottenuto anche grazie al “sangue” di alcuni siciliani.
□ Vero........73....(73,7%)
□ Falso.......22....(22,2%)
Non risponde..4.....(4,0%)

Questi i risultati del sondaggio tra gli Over 30 (totale partecipanti: 33):

1. Ti senti di più:
□ Siciliano.....16....(48,5%)
□ Italiano......6.....(18,2%)
□ Europeo.....8.....(24,2%)
Non risponde..3.....(10,0%)

2. L’attuale bandiera ufficiale siciliana ha i seguenti colori:
□ rosa e nero...............2......(6,1%)
□ bianco rosso e verde...10....(30,3%)
□ giallo e rosso............20....(60,6%)
□ soltanto rosso............0.....(0,0%)
Non risponde................1.....(3,0%)

3. A che epoca risale la creazione della bandiera siciliana?
□ all’epoca della Magna Grecia...4....(12,1%)
□ al Vespro (1282)...............21....(63,7%)
□ al Dopoguerra (1946)..........8.....(24,2%)

4. In che anno la bandiera siciliana è stata ufficialmente adottata dalla Regione Siciliana?
□ 1946........24....(72,7%)
□ 1958.........7....(21,2%)
□ 1980.........1......(3,0%)
□ 2000.........0......(0,0%)
Non risponde..1......(3,0%)

5. E’ nata prima:
□ la Repubblica Italiana....20....(60,6%)
□ la Regione Siciliana.......11....(33,3%)
Non risponde..................2.....(6,1%)

6. Antonio Canepa era:
□ il comandante dell’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia...16....(48,5%)
□ un bandito della banda di Salvatore Giuliano................................1......(3,0%)
□ uno dei passati Presidenti della Regione Siciliana...........................9....(27,3%)
Non risponde.......................................................................7....(21,2%)

7. Secondo te… Vero o Falso?
Lo Statuto di Autonomia della Regione Siciliana…
a) è la causa di gran parte dei mali della Sicilia
□ Vero...........9..(27,3%)
□ Falso.........13..(39,4%)
Non risponde....11..(33,3%)
b) purtroppo non è mai stato del tutto applicato
□ Vero..........25..(75,8%)
□ Falso..........1..(3,0%)
Non risponde.....7..(21,2%)
c) è stato promulgato prima della Costituzione Italiana
□ Vero..........13..(39,4%)
□ Falso..........9..(27,3%)
Non risponde....11..(33,3%)
d) è stato ottenuto anche grazie al “sangue” di alcuni siciliani.
□ Vero..........16..(48,5%)
□ Falso..........6..(18,2%)
Non risponde....11..(33,3%)

In data 10 luglio 2010, l'associazione culturale "La Sicilia ai Siciliani" ha realizzato lo stesso tipo di sondaggio a Capo d'Orlando. I risultati di tale sondaggio sono consultabili a questa pagina:
http://www.facebook.com/notes/marcello-io/risultati-sondaggio-cose-di-sicilia-capo-dorlando-10-luglio-2010-assoc-culturale/429953667968

Confronto con un precedente "mio" sondaggio:



Nell'immagine le percentuali di risposta alla prima domanda:
"Mi sento di più (ordinare dal 1° al 4° posto):
- Siciliano - Italiano - Europeo - Mediterraneo"
di un sondaggio da me effettuato nel 2005 tra dli studenti dell'Università di Palermo.
I risultati risultano essere molto simili a quelli del sondaggio effettuato questo 17 giugno.

Dati sull'inchiesta del 2005:

- L’universo:
70.000 studenti iscritti all’Università degli Studi di Palermo

- Campione e unità intervistate:
Il campionamento è stato fatto in maniera casuale: sono stati intervistati 500 individui frequentanti l’Università degli Studi di Palermo (0,7% dell’universo di riferimento), scelti a caso ma rispettando grosso modo le proporzioni con l’universo statistico per quanto riguarda l’appartenenza alle varie facoltà.
Il campione è risultato così costituito:
- per sesso: sono risultati intervistati n° 249 individui di sesso maschile (49,8%) e n° 241 di sesso femminile (48,2%); n° 10 intervistati (2,0%) non hanno specificato il loro sesso.
- per età: l’età media è risultata essere di 21,755 anni (22,325 per i maschi e 21,186 per le femmine)
- per comune di nascita: n° 355 (71,0%) nati nel capoluogo; n° 112 (22,4%) in altri comuni siciliani; n° 12 (2,4%) in comuni non siciliani; n° 21 (4,2%) non ha specificato
- per comune di residenza: n° 287 (57,4%) residenti nel capoluogo; n° 189 (37,8%) in altri comuni siciliani; n° 1 (0,2%) in comuni non siciliani; n° 23 (4,6%) non ha specificato

- Periodo in cui è stato realizzata l’inchiesta:
15 ottobre – 2 dicembre 2005

- Metodo di raccolta delle informazioni:
Tramite compilazione diretta di questionario




L'indagine i cui dati sono evidenziati sopra, è stata realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche DEMOPOLIS, per conto della società Takè, nell'ambito di un progetto socio-culturale promosso dalla Fondazione Sabir.
La ricerca, diretta da Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Sabrina Titone, è stata condotta con metodologie CATI-CAWI, dal 6 al 20 maggio 2008 su un campione regionale di 1.640 cittadini - rappresentativo per sesso, classi di età, livello di istruzione - della popolazione siciliana maggiorenne residente nelle 9 province dell'Isola.

martedì 6 febbraio 2007

La morte di Raciti

Ricevo da "L'Altra Sicilia - Antudo" e pubblico:

Non possiamo tacere! Non possiamo nemmeno consegnare la vicenda alle solite frasi di circostanza che il mondo politico è sempre pronto a dare! Non vogliamo, anche se la tentazione è forte, dare pure noi addosso al Popolo Siciliano, altra vera vittima dell'evento! Lasciamo stare la piaga "nazionale" del calcio e delle sue tifoserie. Il sistema paese è al collasso morale, privo di punti di riferimento, di minimi valori civici,...Lasciamo stare perché s'è detto troppo... C'è una peculiarità siciliana in tutto questo che non possiamo nascondere; peculiarità che aggrava la nostra condizione. Noi abbiamo il coraggio di affermarla: per decenni (da quando il calcio è sport di massa) un'opinione pubblica a cui è negata l'identità storica di nazione, di popolo, viene fatta rifugiare in un gretto municipalismo, nel municipalismo romano del divide et impera. Sì, mettiamoli contro da quando nascono questi palermitani e catanesi, mettiamoli gli uni contro gli altri, così saranno deboli e divisi! Questa è la vera tragedia collettiva! Una fetta grande, troppo grande, non sappiamo se maggioritaria (noi vogliamo sperare ancora di no, ma non ne siamo sicuri) delle due grandi metropoli siciliane è cresciuta nell'odio e nella diffidenza reciproca. Altro che "cugini".... Siamo Fratelli, soltanto Fratelli Siciliani! E basta!Lo vogliamo capire? Nel mondo siamo etichettati come Siciliani e basta! E come Siciliani dobbiamo amarci, sì, amarci come se abitassimo soltanto in diversi quartieri di un'unica grande e stessa città. Se non si metterà mano con una grande campagna culturale di "sicilianizzazione" della nostra terra, non si sradicherà mai il substrato antropologico di questa divisione, creata ad arte dal sistema di potere italiano per tenere meschina e divisa la Sicilia. Direte "è sempre stato così".. E' vero che in passato altri signori stranieri hanno giocato su questo tasto (Messina contro Palermo, etc.) ma nessuno ha mai giocato tanto sporco quanto l'Italia... Non ci credete? Eccovi un brano commovente di un documento in cui nel 1848 una delegazione di Catanesi era accolta a Palermo in quella gloriosa e sfortunata rivoluzione. Così parlava il capo di quella delegazione etnea: « Dite a' Palermitani ch'ei sono stati forti combattenti...Che noi vogliamo essere fratelli, ma degni fratelli de' Palermitani...Se noi vinceremo, divideremo con loro la gioia della vittoria, se no, sapremo morire attorno al vessillo per cui combattiamo, e i nostri corpi formeranno una muraglia, che rendirà insepugnabile quella bandiera [la Siciliana] ed assicurerà la vittoria della Sicilia...ed in questi giorni appunto ricorrono le feste della nostra gloriosa vergine S.Agata... » Parole e circostanze queste, che ci fanno arrossire di vergogna di fronte al coraggio ed alla lealtà dei nostri avi. Còmu n'arridducìu l'Italia.... Intanto pace all'anima del nostro fratello ucciso. La mano forse ancora non si conosce, ma la mente e le condizioni storiche che l'hanno ucciso le abbiamo capite fin troppo bene.

L’ALTRA SICILIA - Antudo
Movimento politico dei Siciliani « al di qua e al di là del Faro »